ROI Foundation. Vicenza, Italy

ROI Foundation. Vicenza, Italy



team: SDV s.r.l., SUPERSPATIAL s.r.l., giuseppe chiariello

collaborators: ciro alberto capasso, jacopo leccia, gabriele piazzo, andrea del gaizo

visualisation: SUPERSPATIAL s.r.l.

amount: 2.800.000,00 euro

prize: 4th

Vicenza, italy

2026


La parola tradizione è quel termine che meglio di tutti rimanda all'atto del ri-pensare, ri-attualizzare, ri-significare, modificare. Non c'è infatti ombra di dubbio che noi architettiamo partecipi, come artefici, di questo cambiamento. A monte ci deve essere la capacità di interrogare l'oggetto, altrimenti esso resta lì, fermo. A differenza di molti restauratori, io penso che la trasformazione sia assolutamente necessaria in quanto non fa altro che eccitare e sostenere la capacità di domandarsi ciò che è necessario fare e in che modo adeguare qualcosa per renderla più vicina a noi. Tutto questo quasi annullando completamente quel sentimento di nostalgia che io personalmente non provo. Provo piacere, non nostalgia.



Luigi Franciosini,
Ri-conoscere per distinguere, scegliere per unire



Terragni non solo ha conservato e consolidato la bella fronte quattrocentesca a loggiato della Casa Vietti, ma ne ha studiato con spregiudicata modernità e italiana scioltezza l'inserimento nel nuovo edificio che vi costruirà attorno. Ha saputo cioè veramente rispettare l'antico senza mortificarlo in una segregazione stucchevole e falsa ma chiamandolo invece a partecipare come elemento vivo a una composizione viva.



Como. La Casa Vietti,
Costruzioni-Casabella n.182, Febbraio 1943



L'Architettura nella sua accezione generale è organizzazione: creazione di organismi. L'Architettura partecipa così ad un potente dinamismo, in quanto non potrà mai considerarsi finita né tantomeno perfetta. Essa è evoluzione di sé ed è sempre rinnovabile.



André Wogenskj,
Per un'architettura attiva



C'è un momento illuminante per l'arte che è quello della propria perdita. C'è un momento illuminante della simulazione, quello in qualche modo del sacrificio, in cui l'arte fa un tuffo nella banalità. Ma c'è un momento disilluminato in cui essa apprende a sopravvivere di questa banalità - è un pò come fallire il proprio suicidio. Riuscire il proprio suicidio è l'arte della sparizione, è saper dare a questa sparizione tutte le suggestioni dell'artificio. Il suicidio mancato è, come si sa, la migliore forma di pubblicità.



Jean Baudrillard,
La sparizione dell'arte



Quel mattino svegliandomi vidi l'asciugamano per la prima volta, quell'asciugamano senza peso in un'immobilità mai percepita prima, come sospeso in uno spaventoso silenzio. Non aveva più alcun rapporto con la sedia sfondata né col tavolo le cui gambe non poggiavano più sul pavimento, lo sfioravano appena, non v'era più alcun legame fra gli oggetti separati fra loro da incommensurabili abissi di vuoto. Pieno di orrore guardavo la mia stanza e un sudore freddo prese a colarmi lungo la schiena.



Alberto Giacometti,
Il sogno, la sphinx e la morte di T.



La modalità principale è stata quella del readymade, dell'oggetto bello e fatto, riconosciuto, prelevato e spiazzato dalla sua funzione corrente per essere immesso nel campo d'intensità, che è quello dell'arte. L'objet trouvé acquista statuto altro mediante il gesto di cleptomania mentale, eseguito dall'artista che utilizza l'oggetto quotidiano per una pratica tutt'altro che quotidiana, quella dell'immaginario.



Achille Bonito Oliva,
Il mercante del silenzio



In realtà la "libertà" della natura non va confusa con una sorta di "casualità", va per essa invece certamente ritrovata una necessaria "eventualità".



Antonio Rossetti,
Note su di una probabile interpretazione del rapporto architettura-natura



Non è un sito meraviglioso che genera un progetto meraviglioso. Certo, si può tentare di fare un progetto meraviglioso anche in un sito meraviglioso. Però i siti meravigliosi, in generale, è meglio lasciarli meravigliosi, e cioè così come stanno!



Francesco Venezia,
L'architettura del suolo